Dieta dopo le feste? Attenzione, potrebbe non funzionare!

Passate ormai le feste di Natale, il primo pensiero che viene a tutti coloro i quali hanno mangiato più del solito è quello di mettersi a dieta. Dimagrire e ritrovare la forma fisica perduta è, senza dubbio, tra i buoni propositi di tutti noi. Attenzione, però, perché qualcosa potrebbe andare storto e non funzionare.

Quindi, prima di dannarci l’anima perché il vostro regime alimentare pensato per dimagrire non funziona, pensaye che potrebbe non essere colpa vostra.

Un recente studio della Washington University di Saint Louis,  ha individuato in alcuni batteri dell’intestino la causa dell’insuccesso della dieta. Nello specifico, possiamo dire che la flora intestinale, così importante per il corretto funzionamento del nostro organismo, può sabotare la dieta. Cerchiamo di approfondire il discorso.

Al fine di dimagrire, in casi come questo, potrebbe essere più utile andare a perdere alcuni batteri dell’intestino, in modo da permettere nuovamente a una dieta di funzionare. Per arrivare a suddette conclusioni, gli studiosi hanno preso in esame un gruppo di persone e ne hanno prelevato le feci. Alcuni dei componenti del campione hanno seguito una dieta a base si frutta e ipocalorica, altri una dieta senza restrizioni. Nel primo caso, l’analisi ha messo in evidenza un microbiota più diversificato rispetto a coloro i quali, invece, hanno effettuato una dieta senza restrizioni. Dopo aver fatto questo prima esame, gli studiosi hanno colonizzato gruppi di topi privi di germi intestinali con le comunità di batteri dei diversi membri del campione. Al tempo stesso, poi, hanno fatto nutrire i singoli topi con la dieta seguita dal loro donatore di germi.

Si è notato che, i topi che seguivano una dieta tradizionale mostravano una risposta se gli veniva somministrata una dieta ricca di vegetali. Cosa significa? Che i batteri abituati ai cibi grassi hanno fatto molta fatica ad adattarsi ad un nuovo regime alimentare ricco di fibre, frenando il dimagrimento.

Al momento, i risultati di tale ricerca sono utili al fine di sperimentare dei nuovi probiotici.

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