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Dieta metabolica: i pro e i contro

Come sappiamo, per recuperare energia il nostro corpo brucia i carboidrati che sono una sorta di combustibile. Alla base della dieta metabolica, quindi, c’è l’idea di abbandonare i carboidrati, al fine di attivare quello stato metabolico anche noto come chetosi. Cosa accade in questo caso? Si bruciano i grassi e non i carboidrati. Chi segue una dieta metabolica va, quindi, a imparare a mangiare meno e, soprattutto, ha meno appetito.

Attenzione, però: non è tutto rose e fiori e questa dieta potrebbe comportare anche delle gravi conseguenze. Di che tipo? Lo vediamo subito.

Dieta metabolica: sì o no?

La prima cosa da sottolineare è che questo regime alimentare deve essere prescritto da un nutrizionista e, soprattutto, non si deve seguire se non per un breve periodo, al fine di evitare dei problemi di salute.

Prima di iniziare, quindi, è utile vedere da vicino di cosa si tratta.

I pilastri della dieta metabolica

Iniziamo con il vedere quali sono le fasi della dieta metabolica. Si inizia con quello che viene definito come periodo di prova, che dura un mese e che serve per capire quali sono i livelli di glucidi indispensabuli per il giusto funzionamento del proprio organismo.  In questa fase, quindi, si procede con una netta diminuzione dell’apporto dei carboidrati. Il periodo di prova si diveide in periodi di 12 e due giorni. Il periodo iniziale di 12 giorni è quello che si definisce anche come periodo di scarico: qui si ha una forte riduzione dell’apporto glicidico e un notevole apporto di lipidi. Il successivo periodo di due giorni, o periodo di carico, si contraddistingue per il notevole apporto glicidico.

Cosa accade in facendo questo? Si tende a insegnare al corpo come bruciare i grassi per soddisfare le proprie esigenze. Si noti che nella fase di scarico si deve seguire questa ripartizione dei macronutrienti: 50-60% lipidi, 30-50% proteine, 30 g di carboidrati. Nella fase di carico invece: 35-55% carboidrati, 25-40% lipidi, 15-30% proteine.

Qualche suggerimento

Come suggeriscono i nutrizionisti, chi segue questa dieta deve sempre fare molta attenzione, dato che si tratta di un regime alimentare molto particolare. Pertanto, se nella fase di scarico si avvertono sintomi come stanchezza e affaticamento è necessario aumentare gradualmente l’apporto di carboidrati in modo da evitare ripercussioni.

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